La Zoom Video Communications, Inc., titolare della piattaforma Zoom, ha recentemente citato in giudizio RingCentral chiedendo un’ingiunzione che impedisca a quest’ultima, dopo una partnership lunga anni, di utilizzare il marchio “Zoom”.

Zoom e RingCentral collaboravano da più di sette anni, durante i quali Zoom ha fornito suoi servizi di videoconferenza che RingCentral rivendeva con il proprio marchio RingCentral Meetings. La partnership durava quindi dal 2013, quando Zoom era ancora una società poco conosciuta sul mercato dei servizi di videofonia.

Nell’aprile 2020 RingCentral ha lanciato il proprio servizio di videoconferenza, RingCentral Video, pur continuando a rivendere prodotti Zoom ai nuovi clienti. RingCentral afferma che attualmente sta cercando di spingere i propri clienti verso i suoi prodotti non Zoom.

Zoom sostiene che, nonostante i propri sforzi per risolvere l’accordo con RingCentral la scorsa estate, quest’ultima avrebbe continuato a commercializzare e rivendere i prodotti e servizi basati su Zoom ai nuovi clienti, e ad utilizzare i marchi di Zoom a tal fine, come ad esempio la filigrana “Powered by Zoom”.

Con la causa intentata a febbraio, Zoom afferma di voler far valere la violazione dell’accordo da parte di RingCentral, oltre che dei propri diritti di proprietà intellettuale.

“RingCentral cerca ancora di vendere il prodotto di Zoom a nuovi clienti invece di fornire loro il proprio prodotto sostitutivo, RingCentral Video”, afferma l’azienda. “L’unica spiegazione per tutto ciò è che, nonostante abbia pubblicamente affermato il contrario, RingCentral riconosce che il proprio servizio è inferiore a quello di Zoom, e quindi cerca di mantenere il nostro prodotto il più a lungo possibile”. Secondo Zoom, infatti, RingCentral avrebbe intrapreso una campagna di disinformazione volta a fuorviare i clienti, gli investitori e il pubblico in generale e, quindi, “come risultato diretto e prevedibile di queste violazioni dell’accordo, Zoom ha subito gravi danni finanziari, legali e reputazionali”.

RingCentral ha pubblicato sul proprio sito web un comunicato in risposta all’azione legale di Zoom, affermando che quest’ultima avrebbe timore della concorrenza di RingCentral ed, in particolare, del successo della piattaforma Message Video Phone (MVP) integrata di RingCentral, nonché della qualità di “RingCentral Video” e, sempre secondo RingCentral, del fatto che i prodotti di quest’ultima avrebbero “il potenziale per rivoluzionare radicalmente il core business di Zoom offrendo riunioni video illimitate e gratuite senza limite di 40 minuti”.