Stellantis, proprietaria di Jeep, si è rivolta alla Corte Federale d’Australia contro la compagnia indiana Mahindra & Mahindra, dopo che quest’ultima ha pubblicato un teaser pubblicitario sul lancio nel mercato australiano della seconda generazione del proprio SUV “Thar”.

In particolare, ai Giudici è stato chiesto di bloccare tale lancio e di obbligare l’azienda indiana, qualora intendesse commercializzare il SUV in questione in Australia, a comunicare tale intenzione a Jeep con un preavviso di 90 giorni. Secondo Stellantis, il teaser della casa automobilistica indiana dimostrerebbe che il Mahindra Thar avrebbe un design molto simile a quello della Wrangler.

Nella propria replica, Mahinidra ha dichiarato di non avere in programma il lancio dell’attuale modello della Thar nel mercato australiano. La società, peraltro, ha anche accettato di fornire un periodo di preavviso di 90 giorni nel caso in cui volesse lanciare qualsiasi modello futuro del Thar in Australia. La società, inoltre, ha anche rimosso il teaser dal proprio sito web australiano.

Secondo il sito australiano CarAdvice.com, «i rappresentanti legali di Jeep stanno cercando di ottenere da Mahindra la garanzia che quest’ultima invii una comunicazione scritta a Jeep in relazione a qualsiasi piano volto ad introdurre nel mercato un vettura simile a Jeep Wrangler, e con un preavviso di almeno 90 giorni prima dell’inizio del processo di certificazione o omologazione del veicolo». Tuttavia, Mahindra starebbe negoziando un periodo di preavviso di 45 giorni, laddove Jeep teme che un periodo di preavviso più breve possa tradursi in una spinta più rapida alla certificazione e, quindi, alla commercializzazione.

Questa non è la prima battaglia legale tra Jeep e Mahindra: cinque mesi fa quest’ultima ha vinto una causa intentata da FCA negli Stati Uniti, ottenendo il diritto di vendere in tale Paese il proprio “Roxor”, giudicato dalla controparte troppo simile alla Jeep. Sempre negli Stati Uniti, nel 2019 Mahindra è stata dichiarata colpevole di violazione del machio di Jeep, ma, a seguito delle modifiche apportate dal produttore indiano, il provvedimento è stato revocato dalla Commissione per il Commercio Internazionale.