Shein, Il popolare sito di rivendita di fast fashion, affronta l’ennesima accusa di aver copiato un’opera d’arte di un artista senza alcuna autorizzazione, riproducendola sui propri prodotti senza riconoscere le dovute royalties all’autore.  

Questa volta è stato l’artista Alan Giana a portare Shein sul banco degli imputati, ma già altri marchi come For Love & Lemons, Uniqlo e H&M avevano accusato il popolare sito cinese di aver copiato i loro design per alcuni prodotti venduti sulla piattaforma. Questo perché, secondo i legali di Giana, la maggior parte dei prodotti venduti su Shein non vengono creati o progettati in maniera originale, bensì Shein utilizza particolari algoritmi di intelligenza artificiale per identificare immagini e design di tendenza su social media, app e siti web, per poi trasmettere i risultati di tale scansione alle fabbriche dei fornitori di Shein per la produzione. 

I casi di violazione di design di moda che riguardano Shein sono interessanti perché pongono l’attenzione sulla questione della proprietà intellettuale nell’utilizzo dei modelli di intelligenza artificiale da parte di aziende di moda che li impiegano sempre più spesso per velocizzare i processi di creazione delle loro collezioni, analizzando con essi i dati di mercato in tempo reale per identificare le tendenze più di successo. 

I marchi di moda Collina Strada e Heliot Emil, ad esempio, per creare le loro collezioni Primavera/Estate 2024, hanno dichiarato di aver utilizzato uno strumento di Intelligenza Artificiale generativa (tecnologia che può produrre immagini, testo e audio da semplici suggerimenti testuali), così come il marchio spagnolo Desigual, che ha lanciato una collezione on-demand progettata utilizzando, anche in questo caso, strumenti di IA. Secondo quanto dichiarato dalle aziende che sviluppano software di intelligenza artificiale generativa per la moda, la tecnologia può ridurre le attività manuali necessarie per la creazione dei design, che solitamente richiedono giorni, a poche ore o addirittura secondi. Questi sistemi caricano schizzi, materiali e tavolozze di colori forniti dal designer e creano in poco tempo numerosi modelli, anche cento in un solo giorno.  

Tali tecnologie pongono una serie di questioni, come la titolarità delle creazioni di questi software, specie quando l’intervento umano è minimo o addirittura assente, la difesa dei diritti di proprietà intellettuale delle opere che vengono utilizzate come input, etc. Rispondere a tali questioni con una legislazione adeguata sarà una sfida, sia perché la tecnologia è in rapidissima evoluzione, sia perché i confini tra mera copia e rielaborazione originale, e tra creatività umana ed elaborazione artificiale, sono spesso sfumati.