Google ha annunciato di aver sottoscritto accordi di licenza con numerosi editori di media italiani, che verranno remunerati per i propri contenuti editoriali.

Già all’inizio del 2021, la società di Mountain View aveva stipulato accordi analoghi con alcuni editori francesi sui “diritti connessi” – introdotti dalla Direttiva UE 2019/790 che sarà convertita in legge entro giugno 2021 dai paesi dell’Unione Europea – che prevedono il pagamento, da parte dei colossi del web, di corrispettivi in cambio della visualizzazione di frammenti di contenuti di notizie in motori di ricerca.

Google, di proprietà di Alphabet Inc., offrirà accesso ad alcuni contenuti sulla propria piattaforma di notizie “Showcase” che, da un lato, rappresenta un prodotto globale che consente di remunerare gli editori di notizie per i loro contenuti online e, dall’altro lato, offre un nuovo servizio che permette agli editori partner di curare i contenuti e fornire un accesso limitato a quelli protetti da paywall. La piattaforma sarà disponibile in Italia nei prossimi mesi.

«Firmati su base individuale, questi accordi rappresentano un passo importante nel rapporto di Google con gli editori italiani, remunerando gli editori», ha affermato Google in un comunicato, nel quale non sono stati divulgati dettagli economici.

Gli accordi italiani coinvolgono 13 società importanti editori italiani – tra cui RCS Mediagroup (editore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport), Il Sole 24 Ore, oltre che Monrif, Citynews, Il Fatto Quotidiano, Libero, Il Foglio, Il Giornale, Il Tempo e Caltagirone Editore (che possiede Il Messaggero) – garantendo agli utenti di Google Showcase l’accesso ai contenuti di 76 testate nazionali e locali.

In particolare, l’Amministratore Delegato di RCS Urbano Cairo ha affermato in una nota: «Siamo lieti di aver raggiunto questo accordo che, regolamentando anche la questione dei diritti connessi, riconosce l’importanza di un’informazione di qualità e l’autorevolezza delle nostre pubblicazioni».

Fabrizio Carotti, direttore generale della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali), ha espresso il desiderio la nuova Direttiva UE venga presto discussa dal parlamento italiano: «A nostro avviso, la legge dovrebbe dare all’autorità nazionale di regolamentazione della concorrenza il potere di determinare i criteri per stabilire quanto devono pagare le piattaforme online per i contenuti in caso di mancato accordo con gli editori, aiutando le case editrici nelle trattative».