Il percorso verso l’ottenimento del prestigioso marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) per l’Erbazzone Reggiano ha compiuto un significativo passo avanti con l’avvio della procedura di pubblico accertamento da parte del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. L’evento ha avuto luogo presso il Municipio di Reggio Emilia, dove il personale ministeriale ha attentamente esaminato la conformità del prodotto al rigoroso disciplinare di produzione, definito per stabilire i requisiti produttivi e confermare il legame inconfondibile con la provincia reggiana, territorio esclusivo d’origine.

Le autorità locali hanno espresso soddisfazione, sottolineando l’importanza cruciale di questo percorso e mettendo in risalto il ruolo emblematico dell’Erbazzone Reggiano, definito non solo cibo antico, ma anche iconico. La certificazione IGP, oltre a tutelarne l’unicità, si configura come veicolo fondamentale per la promozione del territorio oltre i confini provinciali, contribuendo a valorizzare le produzioni di eccellenza che caratterizzano la regione.

Il cammino verso il riconoscimento IGP è stato reso possibile anche grazie al sostegno attivo del Comune di Reggio Emilia, in stretta collaborazione con le associazioni di categoria e i produttori di Erbazzone Reggiano. Questo percorso ha condotto alla creazione dell’Associazione Produttori Erbazzone Reggiano e alla definizione di un disciplinare produttivo, atto a garantire la qualità e l’autenticità di questo piatto tradizionale.

L’Erbazzone Reggiano si può definire, sinteticamente, come una torta salata che affonda le sue radici nella tradizione contadina del Medioevo. La sua forma può variare (può essere rotonda, rettangolare o irregolare), e ha uno spessore compreso tra 1 e 3 cm e un peso che oscilla tra 300 gr e 3 kg.

 Il disciplinare specifica dettagliatamente il processo di preparazione, che parte dalla realizzazione di una pasta non lievitata composta da farina di grano tenero, acqua, strutto e sale. Il cuore dell’Erbazzone è però il ripieno, che comprende spinaci e bietole cotte, insaporite con un soffritto di cipolla e lardo, aromatizzato a piacere con aglio, prezzemolo e/o pepe. Fondamentale è l’aggiunta del 5% del peso totale del ripieno di Parmigiano Reggiano stagionato per almeno 24 mesi. Il disciplinare vieta l’uso di conservanti, aromi e/o altri additivi. Il ripieno viene steso tra due strati di pasta sottile e racchiuso ai bordi, con lo strato superiore cosparso di lardelli di suino.

Il territorio della Provincia di Reggio Emilia costituisce la zona di produzione dell’IGP Erbazzone Reggiano: questo specifico legame territoriale è parte integrante del processo di ottenimento del marchio IGP, e ciò rivela l’importanza di preservare le tradizioni locali nella produzione di questo piatto unico.

Parallelamente alla procedura di certificazione, l’Associazione dei Produttori di Erbazzone Reggiano ha depositato la domanda di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta presso l’Unione Europea. Un passo significativo che contribuirà a consolidare la posizione dell’Erbazzone Reggiano come autentico ambasciatore della tradizione culinaria della regione.