Le 3 “V” dei “big data”

I “big data” rappresentano una vasta quantità di informazioni che vengono generate, raccolte e analizzate da diverse fonti e dispositivi digitali. Questo concetto è distintivo per le cosiddette “3 V”: “volume”, “velocità” e “varietà”. Il volume dei dati si riferisce alla quantità massiccia di informazioni prodotte, una circostanza amplificata esponenzialmente dalla pervasività di internet e dalla diffusione dei dispositivi digitali. La velocità con cui questi dati vengono generati ed elaborati è altrettanto impressionante, poiché il flusso di informazioni avviene in tempo reale, alimentato da una connettività sempre più pervasiva. Inoltre, la varietà dei dati è notevolmente diversificata, poiché il panorama dei big data abbraccia una gamma vastissima di tipologie informative, spaziando dal testo alle immagini, dai video ai suoni, dai dati strutturati a quelli non strutturati. Questo scenario poliedrico offre un’enorme potenzialità e impatto trasversale su un’ampia gamma di settori, influenzando profondamente le decisioni aziendali, ottimizzando i processi di ricerca scientifica, migliorando i servizi sanitari pubblici, potenziando le strategie di sicurezza nazionale e molto altro ancora.

Copyright e Big Data

Nel contesto dei big data, l’intersezione con il copyright costituisce un punto cruciale, in quanto la gestione dei diritti d’autore si confronta con la vastità e la complessità dei dati digitali. La protezione dei diritti d’autore non si limita più alla mera creazione e distribuzione delle opere tradizionali, ma si estende anche alla gestione delle informazioni digitali generate, raccolte ed elaborate nell’ambito dei big data. Questa dinamica introduce una serie di sfide uniche, principalmente perché il concetto tradizionale di copyright è stato originariamente concepito per opere creative singole (ad es., libri, film o opere d’arte). Al contrario, i big data coinvolgono una moltitudine di dati provenienti da una vasta gamma di fonti eterogenee, rendendo estremamente complesso stabilire i confini della protezione dei diritti d’autore in questo nuovo contesto. La difficoltà risiede nel determinare la proprietà intellettuale di un insieme di dati che possono essere stati raccolti, aggregati e analizzati da diverse parti o sistemi, spesso attraverso processi automatizzati e senza un chiaro atto creativo umano.

Le sfide e le controversie

Le sfide principali riguardano, in primo luogo, la determinazione della proprietà intellettuale dei dati. Questione che diventa particolarmente complessa quando i dati sono generati da molteplici fonti eterogenee, o quando vengono utilizzati per l’addestramento di algoritmi di intelligenza artificiale. Nell’ambito dell’analisi dei big data, i dati possono essere aggregati da varie fonti, incluse aziende, istituzioni pubbliche e individui, rendendo difficile stabilire chi abbia diritto alla proprietà intellettuale su di essi. Inoltre, nel caso in cui i dati siano utilizzati per l’addestramento di algoritmi di intelligenza artificiale, emerge la questione della responsabilità e della titolarità dei risultati generati da tali algoritmi, poiché spesso il processo di addestramento coinvolge dati provenienti da diverse fonti, ciascuna con i propri diritti di proprietà intellettuale.

In secondo luogo, la natura decentralizzata e globale dei big data implica il fatto che i dati possono essere generati, raccolti e utilizzati in tutto il mondo, rendendo difficile applicare in modo uniforme le leggi sul copyright a livello internazionale. Tali normative variano da paese a paese, e questo può portare a situazioni in cui la protezione dei diritti d’autore può essere inconsistente o difficile da far rispettare. Inoltre, il trasferimento transfrontaliero di dati può essere soggetto a restrizioni legali e a sfide di compliance, creando ulteriori ostacoli alla protezione dei diritti d’autore nei contesti globali dei big data.

Infine, un’ulteriore sfida è rappresentata dalla necessità di trovare un equilibrio tra protezione dei diritti d’autore e libero flusso delle informazioni. Tale sfida richiede una valutazione attenta delle leggi sul copyright, delle normative di accesso ai dati e delle esigenze della comunità scientifica e creativa. Da un lato, la protezione dei diritti d’autore è fondamentale per garantire il riconoscimento e il sostegno agli autori e agli innovatori, stimolando così ulteriori contributi creativi. Dall’altro lato, il libero flusso delle informazioni è essenziale per favorire la collaborazione, l’innovazione e l’accesso equo alla conoscenza. In contesti come la ricerca scientifica, la condivisione aperta dei dati è fondamentale per favorire la riproducibilità degli esperimenti scientifici, ma ciò può creare conflitti fra diritti d’autore e protezione dei risultati della ricerca.