Introduzione

Nel mondo digitale odierno, le interfacce grafiche utente (GUI) sono diventate un elemento onnipresente nella nostra vita quotidiana. Tali interfacce – che consentono agli utenti di interagire con i programmi e i dispositivi elettronici attraverso elementi visivi e interattivi – svolgono un ruolo fondamentale nell’esperienza digitale.

Nel contesto della protezione legale delle GUI, una delle questioni più rilevanti è stabilire se le GUI siano tutelabili come software o come oggetti di design, considerato che il software rappresenta l’aspetto funzionale e operativo di un programma per elaboratore, mentre il design rappresenta l’elemento visivo che facilita l’interazione con l’utente. Questa distinzione è cruciale per comprendere lo status giuridico delle GUI nell’ecosistema digitale.

Software o design?

Si potrebbe pensare che le GUI non siano elementi visivi separati dal software, ma un elemento funzionale essenziale dello stesso. Se consideriamo, infatti, che le GUI consentono agli utenti di navigare tra le funzionalità del programma e di interagire con esse in modo intuitivo ed efficiente, elementi come pulsanti, menu a discesa, caselle di testo e finestre di dialogo potrebbero ritenersi progettati per una specifica funzione di organizzazione e presentazione delle informazioni in modo strutturato e accessibile.

Inoltre, spesso le GUI forniscono un feedback visivo agli utenti sulle azioni che stanno eseguendo e sullo stato del software. È il caso, ad esempio, dei cambiamenti nel colore dei pulsanti o delle animazioni che indicano che un’azione è stata eseguita con successo o che è necessaria un’ulteriore interazione da parte dell’utente. Ciò avviene, peraltro, anche su personalizzazione dell’utente stesso, il quale ha la possibilità di modificare il layout, i colori o le dimensioni dei componenti dell’interfaccia, migliorando così la propria esperienza.

Tuttavia, occorre considerare che, in realtà, la GUI funge principalmente da strumento attraverso il quale gli utenti interagiscono con il software. Questa distinzione – operata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la storica sentenza del 22 dicembre 2010 (causa C‑393/09) – è cruciale per determinare se apprestare tutela come opera del diritto d’autore o come design.

Ebbene, a differenza del software – composto da codice sorgente e codice oggetto – che rappresenta la componente “operativa” di un programma per elaboratore, le GUI sono elementi che consentono agli utenti di sfruttare le funzionalità del programma, senza costituirne parte integrante. Tale interpretazione, quindi, si basa sul concetto che le GUI non sono essenziali per il funzionamento del software, ma piuttosto facilitano l’interazione con l’utente.

L’unico modo di ottenere tutela mediante diritto d’autore, pertanto, è nel caso in cui la GUI costituisca il risultato di una creazione intellettuale dell’autore.

Implicazioni della protezione come design

In base alla distinzione operata dalla giurisprudenza europea, le GUI non sono considerate forme di espressione creativa di un programma per elaboratore, ma elementi visivi e funzionali distintivi (di design) che contribuiscono all’esperienza complessiva dell’utente. È dunque fondamentale determinare se gli elementi di una GUI possano essere considerati distintivi e originali al punto da meritare la protezione legale in tal senso. Tuttavia, questo compito è complesso per diverse ragioni.

Innanzitutto, molte delle caratteristiche delle GUI – come le icone, il layout e la disposizione degli elementi – sono influenzate principalmente da considerazioni pratiche e funzionali. Questi elementi sono progettati per rendere l’interfaccia utente intuitiva, facile da usare ed efficiente nel raggiungere determinati obiettivi. Ad esempio, le icone sono spesso ideate per rappresentare visivamente le funzioni o le azioni disponibili all’utente, e il loro design è orientato principalmente alla chiarezza e alla facilità di riconoscimento. Ciò limitata la varietà di opzioni disponibili per il design delle GUI e rende difficile stabilire l’originalità di determinati elementi. Anzi, poiché molti aspetti delle GUI sono determinati da convenzioni di settore o da esigenze ergonomiche, non è possibile tutelare tali aspetti, posto che, ai sensi dell’art. 8 del Regolamento (CE) n. 6/2002 su disegni e modelli comunitari, «un disegno o modello comunitario non conferisce diritti sulle caratteristiche dell’aspetto di un prodotto determinate unicamente dalla sua funzione tecnica».

In altri termini, il confine tra ciò che è considerato un design “funzionale” e ciò che è considerato design “estetico” è molto labile: determinare la distintività e l’originalità di una GUI è un processo che deve tenere conto del bilanciamento tra la necessità di proteggere l’innovazione e la creatività nel design delle GUI con la necessità di garantire che le interfacce utente rimangano intuitive, accessibili e funzionali per gli utenti.

Ulteriori complessità

Alle complessità sopra citate se ne potrebbero aggiungere almeno due.

Da un lato, infatti, occorre considerare che le GUI sono spesso soggette a frequenti aggiornamenti e modifiche per migliorare l’usabilità e l’esperienza dell’utente e, pertanto, la protezione del relativo design – se accordata – deve essere in grado di adattarsi a tali cambiamenti senza compromettere l’efficacia della relativa tutela.

Dall’altro lato, potrebbe emergere un problema di sovrapposizione tra il design di una GUI e altre forme di diritto di proprietà intellettuale, come il marchio. Sul punto, infatti, va considerato che una GUI ben progettata potrebbe diventare un elemento distintivo e riconoscibile di un prodotto o di un servizio, se non addirittura parte integrante dell’identità di un marchio o di un’azienda.

Conclusione

Sebbene le GUI possano non godere della stessa tutela del diritto d’autore dei programmi per elaboratore, la protezione del design offre un meccanismo importante per garantire la distinzione e la protezione delle caratteristiche distintive delle GUI. Tuttavia, è necessaria un’attenta valutazione delle caratteristiche delle GUI per determinare la loro tutelabilità come design, considerando sia gli aspetti visivi che quelli funzionali, e tenendo conto della complessità delle interazioni uomo-macchina nel contesto dell’esperienza utente.