Le autorità cinesi hanno respinto 109 domande di registrazione di marchi da parte di aziende che hanno utilizzato nomi di atleti olimpionici dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 senza il loro permesso.

Subito dopo le Olimpiadi, alcune aziende hanno iniziato a utilizzare diversi nomi di atleti cinesi vincitori di medaglie d’oro ai Giochi Olimpici per vendere qualsiasi tipo di oggetto, dai mobili per ufficio alla birra. Ma, in molti casi, gli atleti (tra i quali il tiratore Yang Qian, il giocatore di ping pong Chen Meng e il tuffatore Quan Hongchan) non ne erano a conoscenza.

«Tali atti hanno utilizzato indebitamente la reputazione di altre persone, hanno invaso i loro diritti e hanno creato un impatto sociale negativo», ha dichiarato in una comunicazione ufficiale l’Ufficio Marchi della China National Intellectual Property Administration.

Secondo la legge vigente, per la registrazione come marchio di un nome appartenente ad un personaggio pubblico occorre l’autorizzazione preventiva di quella persona, che può opporsi e invalidare la registrazione.

Quasi subito dopo che la quattordicenne Quan, la più giovane olimpionica cinese, ha accumulato 466,20 punti per diventare la campionessa olimpica nell’evento femminile di tuffi dalla piattaforma di 10 metri, diverse aziende hanno iniziato a registrare marchi con il suo nome in settori come mobili per ufficio, abbigliamento, cibo, birra e altre bevande. Addirittura, un’unica società nella sola Shenzhen aveva registrato 10 diversi marchi “Quan Hongchan”.

Inoltre, secondo il Beijing Youth Daily, è stata richiesta la registrazione di più di 70 marchi che utilizzano parte del suo nome, tra cui “Hongchan”, “Sister Hongchan” e “Hongchan Queen”.

Secondo Qichacha, un sito web che raccoglie informazioni sulle imprese, il nome “Yang Qian” – che appartiene alla ventunenne vincitrice della prima medaglia d’oro nella carabina ad aria compressa da 10 metri femminile ai Giochi – è stato registrato da un ingente numero di aziende di alcolici, abbigliamento e attrezzature ginniche.

In precedenza, il Comitato Olimpico Cinese (COC) aveva chiesto alle aziende di cessare l’utilizzo illecito di nomi di atleti olimpionici sui propri prodotti, affermando in una nota che «le attività commerciali devono rimanere razionali e rispettare i diritti legali degli atleti, in conformità con le leggi applicabili». Lo stesso COC ha poi aggiunto che «non devono verificarsi registrazioni di marchi con nomi di atleti olimpionici senza l’autorizzazione degli atleti stessi o dei loro tutori. I trasgressori devono cessare le loro azioni».