La tutela del design delle componenti di un prodotto complesso passa attraverso l’analisi della loro “visibilità”, requisito essenziale da intendersi come la percezione di un oggetto, da parte del consumatore finale, durante l’utilizzo “ordinario” del prodotto in questione.

Tale principio è stato affermato da una recente sentenza della Cassazione Penale, nell’ambito di un processo che ha visto contrapposti, da un lato, i titolari di una società produttrice e rivenditrice di ricambi per aspirapolvere e, dall’altro lato, la Vorwerk, che lamentava la contraffazione o comunque l’uso non autorizzato di propri disegni e modelli registrati, relativi a ricambi e materiali di consumo per aspirapolveri “Folletto”.

Il procedimento per cassazione riguardava la sentenza della Corte di Appello di Napoli che, confermando la sentenza di primo grado sul punto, ha negato l’applicazione al caso di specie della c.d. “clausola di riparazione”, ossia un principio giuridico – sancito dall’art. 241 del D.Lgs. 30/2005 (“Codice della Proprietà Industriale”) – in base al quale i componenti di un prodotto complesso protetti da diritti di privativa possono essere riprodotti, anche senza il consenso del titolare di tali diritti, solo se detta riproduzione ha come finalità la riparazione del prodotto complesso, al fine di ripristinarne l’aspetto originario.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso degli imputati, sostenendo che la necessità della visibilità del componente di un prodotto complesso richiede che tale componente, una volta incorporato nel bene principale, debba rimanere visibile durante la “normale utilizzazione” di quest’ultimo. La Cassazione, in altri termini, ha espresso il principio in base al quale la visibilità è un requisito essenziale per la tutela come disegno o modello del componente del prodotto complesso, ma tale visibilità deve permanere durante l’uso “ordinario” di quest’ultimo da parte del consumatore finale.

Nel caso di specie, il Supremo Collegio ha ritenuto errato il ragionamento dei Giudici di secondo grado che negavano l’applicabilità della “clausola di riparazione” sulla base di un difetto di visibilità tout court, e non riferito al solo utilizzo “ordinario” del prodotto complesso.

Sul punto, infatti, la Corte di Cassazione ha precisato che gli interventi di manutenzione/sostituzione da parte del consumatore finale non rientrano nel concetto di “normale utilizzazione” e, pertanto, se il componente si rende visibile solo in tali fasi, si applica la “clausola di riparazione” e il componente in questione non può ricevere la tutela come disegno o modello.

Tale posizione, peraltro, è confermata anche dall’art. 35, comma 1, lett. a), del Codice della Proprietà Industriale, in virtù del quale la visibilità del componente deve permanere «una volta incorporato nel prodotto complesso», il che rafforza l’idea che la visibilità durante le operazioni di manutenzione o sostituzione del componente non va presa in considerazione ai fini della tutela come disegno o modello.