«La proprietà intellettuale è un fattore centrale della competitività globale». Lo ha affermato il presidente cinese Xi Jinping in un articolo recentemente pubblicato dal Qiushi Journal (rivista di punta del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese) e nel quale ha anche sottolineato che la protezione della proprietà intellettuale occuperà una posizione centrale nella nuova strategia di sviluppo della Cina, dal momento che tale tutela è anche la chiave per salvaguardare la sicurezza nazionale e le tecnologie cinesi.

Nell’articolo, che è la trascrizione di un discorso tenutosi in una “sessione di apprendimento di gruppo” del Politburo dello scorso novembre, Xi Jinping ha anche promesso che Pechino ridurrà le attività anticoncorrenziali in patria e all’estero e sosterrà una più equa governance della proprietà intellettuale globale.

Nel discorso, inoltre, Xi ha dato indicazioni ai quadri del partito di reprimere le violazioni della proprietà intellettuale e superare il protezionismo locale: «Possiamo solo migliorare la nostra imprenditoria ed elevare l’apertura del nostro Paese ad un livello e ad una qualità più elevati, se applichiamo rigorosamente la protezione della proprietà intellettuale».

Quanto affermato da Xi Jinping si inserisce in un contesto di forte sviluppo della proprietà intellettuale in Cina: il numero di domande di brevetto depositate nel Paese, infatti, è cresciuto costantemente negli ultimi anni.

Secondo la National Intellectual Property Administration cinese, nel 2020 sono stati approvati più di 530.000 brevetti, un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. In particolare, le richieste all’ufficio brevetti per le topografie di prodotti a semiconduttore – essenziali per la progettazione e la produzione di microchip – sono aumentate del 73% lo scorso anno, nonostante la pandemia da Covid-19.
Per supportare tale sviluppo, la Cina ha implementato numerosi provvedimenti su larga scala per rafforzare le leggi in materia di tutela della proprietà intellettuale e prevedere pene più severe per i contraffattori e maggiori risarcimenti per i titolari dei diritti.

Inoltre, sin da gennaio 2019 il governo cinese ha istituito un apposito tribunale della proprietà intellettuale a livello nazionale, come divisione della Corte suprema del popolo, per trattare i casi di appello su brevetti e tecnologie avanzate. Alla fine del 2020, tale organo giudicante aveva trattato più di 4.000 casi di questo tipo. Peraltro, oltre al citato tribunale, il Paese dispone di quattro tribunali di livello intermedio specializzati in proprietà intellettuale nelle province di Pechino, Shanghai, Guangdong e Hainan.

Xi ha tuttavia riconosciuto il fatto che le numerose aziende cinesi non hanno le capacità per difendere la proprietà intellettuale all’estero. A tale proposito, sulla stessa rivista è stato pubblicato anche un articolo del capo dell’Amministrazione nazionale per la proprietà intellettuale, che ha annunciato che la propria agenzia avrebbe accelerato i piani per la creazione di un centro per risolvere le controversie sulla proprietà intellettuale e rafforzare il suo servizio di allerta precoce per possibili rischi all’estero.

In tale ottica, la Cina accelererà il processo di adesione all’Accordo dell’Aja concernente il deposito internazionale dei disegni o modelli industriali; ciò anche grazie al nuovo emendamento alla legge sui brevetti cinese che entrerà in vigore il 1° di giugno ed estenderà il brevetto di design da 10 anni a 15 anni, come richiesto dall’Accordo dell’Aja.