La U.S. Chamber of Commerce ha pubblicato la 14ª edizione dell’International IP Index, che analizza i sistemi di proprietà intellettuale in 55 economie globali, valutate sulla base di 53 criteri unici. Il rapporto emerge in un periodo cruciale, fungendo da bussola per i decisori politici e i leader industriali che mirano a stimolare la crescita economica attraverso standard di proprietà intellettuale più efficaci.
I risultati del 2026 rivelano una preoccupante erosione della leadership in materia di PI tra alcune delle economie più influenti al mondo. I cali di punteggio si sono concentrati prevalentemente nelle economie ad alto reddito, tradizionalmente considerate punti di riferimento globali; in particolare, otto Stati membri dell’Unione Europea hanno registrato una flessione. Con ben 27 economie che non hanno mostrato miglioramenti, l’Indice avverte che la mancata correzione di rotta da parte dei leader globali rischia di normalizzare standard di protezione più deboli ovunque. Non mancano tuttavia segnali positivi: 20 economie hanno migliorato il proprio punteggio complessivo, con i progressi più significativi registrati dagli Emirati Arabi Uniti (+4,72%), seguiti da Ecuador (2,81%), Malesia (1,42%) e Brunei (1,42%), a dimostrazione del fatto che riforme mirate possono rafforzare i sistemi di PI anche in un contesto di stagnazione globale.
Sul fronte del comparto biofarmaceutico, la Legislazione Farmaceutica Generale europea ha indebolito il quadro di protezione, scoraggiando gli investimenti proprio mentre il continente cerca di posizionarsi come hub globale del settore. Tra le modifiche più critiche figurano l’espansione dell’esenzione Bolar – ossia la possibilità, per i produttori di generici e biosimilari, di avviare con maggiore ampiezza e anticipo studi, test e procedure regolatorie su farmaci ancora coperti da brevetto, al fine di ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio senza attendere la scadenza dei diritti esclusivi (secondo il principio affermatosi a partire dal caso Roche Products, Inc. v. Bolar Pharmaceutical Co.) – e la riduzione dell’esclusività di mercato per i farmaci orfani, che limita il periodo durante il quale tali medicinali, destinati a patologie rare, beneficiano di una protezione commerciale rafforzata, con potenziali ripercussioni sugli incentivi agli investimenti in ricerca e sviluppo in ambiti ad alto rischio e bassa redditività.
In Cina, l’accesso al ripristino del termine brevettuale è stato limitato alle aziende che effettuano il lancio globale dei prodotti per la prima volta nel paese, creando barriere per le imprese innovative straniere. Negli Stati Uniti, proposte come l’espansione dei march-in rights e l’imposizione di prezzi sui farmaci basati sulla nazione più favorita hanno introdotto ulteriori incertezze per l’innovazione biofarmaceutica
Nel campo del diritto d’autore, i miglioramenti nell’applicazione delle norme online sono controbilanciati dall’incertezza legata alla pirateria digitale e all’espansione delle politiche sull’intelligenza artificiale, che creano nuove ambiguità per i detentori dei diritti.
Gli accordi commerciali rimangono fondamentali per rafforzare la PI, ma l’attuazione effettiva degli impegni resta una sfida. Nonostante l’accordo Phase One, i titolari di diritti in Cina incontrano ancora ostacoli nell’applicazione dei brevetti, mentre la revisione dell’USMCA rappresenta un’opportunità per affrontare le carenze di Messico e Canada nell’implementazione dei termini brevettuali e della protezione dei dati normativi. Un dato incoraggiante è la crescita di iniziative per le piccole e medie imprese in mercati emergenti come Algeria, Giordania, Kuwait e Pakistan, con programmi di assistenza tecnica e finanziaria per aiutare le PMI a registrare e commercializzare i propri asset di PI.
Tra le categorie analizzate, l’efficienza sistemica registra il punteggio medio più alto (64,45%), grazie ai nuovi programmi di assistenza alle PMI in Asia e Medio Oriente. Marchi e design mostrano una performance solida, con medie superiori al 63%. I segreti commerciali restano invece una delle aree più deboli (48,67%), con molte economie ancora prive di una legislazione specifica. Il punteggio più basso spetta agli incentivi per l’innovazione all’avanguardia (27,39%), principalmente a causa della mancanza di incentivi per lo sviluppo di farmaci orfani in 38 delle 55 economie monitorate.

