Il cancro, responsabile di circa 19,3 milioni di nuovi casi e quasi 10 milioni di decessi stimati nel 2020, rappresenta una minaccia globale alla salute. La lotta contro questa devastante malattia è in corso, con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali delle terapie, migliorare la qualità di vita dei pazienti e, soprattutto, salvare vite umane. Tali sforzi convergono verso il target delle Nazioni Unite di ridurre i decessi causati da malattie non trasmissibili del 30% entro il 2030.

Uno studio condotto dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), pubblicato nel febbraio 2024, fornisce un’analisi approfondita del panorama tecnologico e delle tendenze più recenti nell’innovazione alla lotta contro il cancro, utilizzando i dati brevettuali come misura dei progressi nelle tecnologie di diagnostica e trattamento del cancro, che hanno svolto un ruolo fondamentale nella riduzione dei tassi di mortalità, con un calo del 12% dei decessi correlati ai tumori, pari a oltre 5 milioni di vite salvate nell’UE tra il 1988 e il 2022. Dal 1970, sono state divulgate oltre 140.000 invenzioni contro il cancro, registrando nel periodo 2015-2021 un aumento del 70% nel numero di famiglie internazionali di brevetti (IPF), con un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 9,34%.

Questa crescita è stata guidata dai nuovi sviluppi tecnologici nella biotecnologia, nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché da investimenti, collaborazioni internazionali, condivisione di dati e incentivi normativi. Tecnologie come la terapia genica, l’immunoterapia e le terapie mirate stanno rivoluzionando il trattamento e la cura del cancro. Inoltre, i progressi nella diagnostica, come le nuove tecniche di imaging e biologia molecolare, che risultano cruciali per una prevenzione efficace, stanno migliorando i tassi di rilevamento precoce della malattia.

I brevetti relativi al cancro rappresentavano oltre il 3% del totale mondiale nel 2021, con gli Stati Uniti leader indiscussi nell’innovazione della lotta alla malattia, con quasi il 50% di tutti gli IPF attribuiti a richiedenti statunitensi tra il 2002 e il 2021. Seguono l’Unione Europea (UE27) con una quota del 18%, e il Giappone con il 9%. Se si stringe lo sguardo al 2021, gli inventori cinesi hanno fatto un passo avanti significativo, superando l’UE27 con oltre 2.000 IPF, consolidando così la posizione della Cina come secondo maggior contributore mondiale nelle invenzioni contro il cancro per l’anno 2021.

Tra i paesi europei, la Germania mantiene la sua posizione di leader negli ultimi due decenni, con oltre 9.000 IPF tra il 2002 e il 2021. Tuttavia, il Regno Unito ha registrato una forte crescita negli ultimi dieci anni, diventando il secondo maggior contributore di IPF subito dopo la Germania. Anche Francia, Svizzera e Paesi Bassi hanno registrato un costante aumento dell’innovazione della lotta contro il cancro.

Università ed enti di ricerca pubblici svolgono un ruolo sempre più importante sul tema. Tra il 2002 e il 2021, hanno generato quasi un terzo di tutti gli IPF a livello globale e fino al 35% di tutti gli IPF negli Stati Uniti. Sono anche ben rappresentate tra i primi 20 richiedenti, con sette istituzioni (incluse cinque statunitensi) nella top 20 globale per il periodo 2002-2021.

Lo studio completo è disponibile per il download su epo.org/trends-cancer.