La società di legal technology AI.Law ha avviato un’azione per violazione di brevetto contro la concorrente Eve Legal dinanzi a una corte federale della California. Il ricorso contesta la presunta violazione di un brevetto relativo alla redazione di documenti legali con il supporto dell’intelligenza artificiale. Si tratta di una delle prime controversie brevettuali tra concorrenti diretti nel settore — in rapida espansione — del legal tech basato sull’IA.
AI.Law, con sede in Ohio e fondata da Troy Doucet, ha agito contro Butler Labs Inc., società che opera con il marchio Eve Legal e ha sede a San Francisco. Secondo le accuse, la piattaforma di Eve Legal genererebbe documenti — tra cui atti di citazione articolati su più pagine, risposte a istanze di discovery e cronologie mediche — utilizzando i metodi rivendicati nel brevetto di AI.Law, configurando anche un’ipotesi di violazione indotta e di concorso nella violazione da parte dei clienti e degli utenti della piattaforma. AI.Law chiede la condanna al risarcimento del danno in misura non quantificata, oltre alle ulteriori tutele di legge. In una dichiarazione, il fondatore Troy Doucet ha affermato che la società guarda con favore alla concorrenza e all’innovazione nel legal AI, purché adeguatamente temperate dal rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. I rappresentanti di Eve Legal non hanno fornito un commento immediato.
Il brevetto di AI.Law copre un metodo per utilizzare l’intelligenza artificiale al fine di trasformare materiali non strutturati in documenti di ampia estensione e formattati in modo appropriato. Entrambe le società operano nello stesso segmento di mercato: AI.Law dichiara di offrire una piattaforma con oltre trenta strumenti basati sull’IA per attività quali la redazione di memorie e di lettere di diffida; Eve Legal mette a disposizione degli studi legali una serie di strumenti per la valutazione di nuovi casi, la redazione di documenti, la generazione di cronologie mediche e la gestione delle richieste di discovery.
La controversia si inserisce in una fase di intensa crescita degli investimenti nel legal AI. Solo nell’autunno del 2025 i finanziatori hanno destinato oltre 250 milioni di dollari a due startup focalizzate sull’assistenza ai legali di parte attrice: EvenUp ha raggiunto una valutazione superiore ai due miliardi di dollari, mentre Eve è stata valutata un miliardo a seguito di un round da 103 milioni guidato da Spark Capital, con la partecipazione, tra gli altri, di Andreessen Horowitz. Nello stesso comparto, rivolto anche agli studi e agli uffici legali interni delle imprese, operano realtà come Harvey, valutata cinque miliardi di dollari, e Filevine. Proprio perché tra i primi contenziosi brevettuali tra concorrenti diretti, il caso segnala la progressiva maturazione del mercato, nel quale la proprietà industriale diventa un fattore competitivo non meno rilevante di costo, accuratezza ed efficienza.
Sul piano giuridico, le controversie di questo tipo pongono la delicata questione della brevettabilità delle invenzioni attuate mediante software e intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti l’idoneità della materia a costituire oggetto di brevetto è vagliata alla luce del 35 U.S.C. § 101 e del test elaborato dalla Corte Suprema nei casi Alice e Mayo: le “idee astratte” non sono brevettabili in quanto tali, a meno che le rivendicazioni non aggiungano un “concetto inventivo” capace di trasformarle in un’applicazione concreta e brevettabile. È quindi prevedibile che, nel corso del giudizio, Eve Legal possa contestare non solo la violazione, ma anche la validità del brevetto, la sua azionabilità o l’interpretazione delle rivendicazioni. Nel contesto europeo l’impostazione è diversa: l’art. 52 della Convenzione sul brevetto europeo esclude la brevettabilità dei programmi per elaboratore “in quanto tali”, riconoscendo tutela soltanto alle invenzioni attuate tramite computer che presentino un “carattere tecnico”, ossia un effetto tecnico ulteriore rispetto alla normale interazione tra software e hardware. Le soluzioni che si esauriscono nell’elaborazione linguistica o nella generazione di testo possono incontrare maggiori difficoltà nel dimostrare tale carattere tecnico. Questa divergenza di approccio assume rilievo strategico per le imprese del legal tech che intendano costruire un portafoglio brevettuale efficace anche su scala transnazionale.