L’anonimato sta mettendo a rischio i marchi di Banksy, dopo che l’inafferrabile artista di strada ha perso una battaglia legale instaurata da Full Colour Black Ltd., un’azienda che commercializza biglietti di auguri, in relazione al marchio del “Lanciatore di fiori”.

Nel 2014, infatti, Banksy – tramite la Pest Control Ltd., società che agisce a nome dell’artista al fine di tutelare e preservare la sua identità – aveva chiesto (ed ottenuto) la registrazione del marchio figurativo europeo che riproduce il “Lanciatore di fiori”, un murale che Banksy ha dipinto a Gerusalemme nel 2005 e che raffigura un manifestante palestinese sul punto di lanciare un mazzo di fiori anziché una pietra.

La controversia è nata nel 2019, quando la Full Colour Black ha chiesto all’Ufficio Europeo della Proprietà Intellettuale (#EUIPO) l’annullamento della registrazione del marchio in questione.

Poco dopo l’instaurazione del procedimento, Bansky ha aperto un negozio online e una vetrina di un “temporary store” a Croydon, a sud di Londra, con l’intento di evitare la decadenza del marchio per non averlo utilizzato entro i primi cinque anni dalla registrazione, come previsto dalla normativa UE.

La Divisione di Annullamento dell’EUIPO – con decisione del 14 settembre 2020 – ha revocato il marchio con la motivazione della malafede.

Secondo l’EUIPO, infatti, l’intento dell’artista britannico al momento del deposito non era quello di utilizzare il segno in questione, tanto che le vendite di prodotti contraddistinti da tale marchio nel 2019 sono state effettuate – come dallo stesso Banksy dichiarato pubblicamente – al solo scopo di non perdere il diritto alla registrazione. Di qui, la malafede contestata all’artista nella registrazione del marchio, malafede che consiste nel procurarsi un diritto esclusivo per degli scopi diversi da quelli rientranti nelle funzioni di un marchio.

In aggiunta a ciò, l’anonimato di Banksy è in pieno contrasto con il principio secondo il quale l’azionamento dei diritti di proprietà intellettuale richiede necessariamente che questi siano attribuiti ad un soggetto identificabile.

Alla luce dell’orientamento dell’EUIPO, è probabile che la Full Colour Black Ltd. contesti altri marchi del famigerato artista di graffiti britannico.

L’intero portafoglio dei marchi di Banksy è dunque a rischio.